Regione Campania
Legge regionale del 10 aprile 1996, n. 8
Bollettino Ufficiale Regionale del 19 aprile 1996, n. 22

Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell'attività venatoria in Campania.



Articolo 37 - Compiti dei Comitati di Gestione



1. Il Comitato di gestione, entro quattro mesi dal suo insediamento, approva un proprio piano programmatico nel quale devono essere comunque previsti:
a) piani poliennali di utilizzazione del territorio interessato per ciascuna stagione venatoria con i programmi delle immissioni e degli abbattimenti di fauna selvatica;
b) l'istituzione e le modalità organizzative di centri di allevamenti, da gestire in forma di azienda agricola, della fauna selvatica stanziale, muniti di adeguate strutture venatorie per l'adattamento in libertà;
c) le condizioni perché venga garantita una sufficiente consistenza di base di fauna selvatica durante tutto l'anno solare.
2. Il Comitato di gestione promuove ed organizza le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica, programma gli interventi per il miglioramento degli habitat, provvede all'attribuzione degli incentivi economici ai proprietari ed ai conduttori dei fondi rustici per:
a) la ricostituzione di una presenza faunistica ottimale del territorio anche mediante lanci di selvaggina da ripopolamento;
b) le coltivazioni per l'alimentazione naturale dei mammiferi e degli uccelli soprattutto nei
terreni dismessi da interventi agricoli, ai sensi del regolamento CEE n. 1094/88 del Consiglio del 25 aprile 1988 e successive modificazioni ed integrazioni;
c) il ripristino di zone umide e di fossati;
d) la differenziazione e rotazione delle colture;
e) la ricostituzione di siepi, cespugli ed alberi adatti alla riproduzione ed alla nidificazione della fauna selvatica;
f) la tutela dei nidi e dei nuovi nati;
g) la collaborazione operativa ai fini del tabellamento, della difesa preventiva delle coltivazioni passibili di danneggiamento, della pasturazione invernale degli animali in difficoltà, della manutenzione degli apprestamenti di ambientamento della fauna selvatica.
3. Il comitato di gestione degli A.T.C. provvede, altresì, ad individuare ed accertare i danni causati alle colture agricole dalla fauna selvatica e dall'esercizio dell'attività venatoria da segnalare all'Amministrazione provinciale ai fini della erogazione di contributi per il risarcimento del danno nonché per gli interventi, preventivamente concordati, atti ad evitare i danni predetti. Per la verifica dei danni il Comitato può richiedere specifici accertamenti agli Uffici agricoli e forestali della Regione, della Provincia e delle Comunità montane presenti sul territorio.
4. Entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui si riferisce viene approvato dal Comitato il bilancio preventivo dell'A.T.C. ed inviato per le opportune verifiche alla Provincia corredato dalla relazione del Collegio dei revisori dei conti.
5. Ogni A.T.C. ha facoltà di spesa nei limiti di disponibilità di bilancio.
6. Ogni A.T.C. deve trasmettere per l'approvazione alla Provincia, entro il 31 marzo di ogni anno, il rendiconto tecnico finanziario relativo all'esercizio precedente, corredato dalla relazione del Collegio dei revisori dei conti.
[7. I cacciatori residenti in Campania possono effettuare giornate di caccia, secondo il principio della reciprocità, in A.T.C. confinanti. Il numero di tali giornate non può essere superiore a 20.] (1)
8. I Comitati di cui innanzi, per particolari compiti che richiedono competenze specialistiche, possono avvalersi, mediante apposite convenzioni, della collaborazione dei Dipartimenti di zoologia, di agraria e di scienze naturali delle università.

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(1) Il presente comma è stato abrogato dall'art. 30, L.R. 29.12.2005 n. 24 (B.U.R. 30.12.2005, n. 69) a decorrere dal 31.12.2005.